Alla scoperta di Amalfi: regina del mare e della carta

Luoghi
Vi abbiamo parlato del suo “sfusato”, siamo andati a Nerano dove ci siamo appena affacciati sulla costa cui dà il nome, ma oggi con il Diario Salernitano andiamo finalmente ad Amalfi e vi raccontiamo del suo antico splendore che non invecchia mai, del suo Duomo, dell’unicità della carta bambagina, del suo passato da Repubblica Marinara e della tradizione della “Regata storica” che si rinnova ogni anno

Amalfi

È straordinario come a pochi chilometri da Salerno, dalla vita frenetica degli uffici e dalle strade trafficate del centro, separate da un cordone di curve e tornanti a strapiombo sul mare, esista un mondo di antichi borghi di pescatori, di casette colorate arroccate sulla costa, di insenature e riserve naturali protette, ma soprattutto di luoghi dove si è fatta la storia del nostro Paese.

La prima Repubblica Marinara

Prima tra le 4 Repubbliche Marinare più importanti e di più antica fondazione, dal IX all’XI secolo Amalfi deteneva il controllo dei traffici marittimi del Mar Mediterraneo, e proprio qui è stato redatto il più antico statuto marittimo italiano le “Tavole Amalfitane”: il codice che regolamentava i traffici e i commerci in mare, e che abbozza il primo rudimentale documento dei diritti e doveri dei membri di un equipaggio.

Dal 1955, ogni anno si rinnova l’antica rivalità marittima tra Amalfi, Pisa, Genova e Venezia, sancita dall’iniziativa “Regata delle antiche Repubbliche Marinare”, una regata in perfetto stile medievale con annessa parata di figuranti in costumi d’epoca. Le imbarcazioni sono ricostruite su modelli del XII secolo, galeoni a remi dipinti rispettando i colori tradizionali delle città marinare: quello amalfitano sarà quindi azzurro, quello pisano rosso, bianco per quello genovese e verde per il galeone veneto.

E così come facevano i marinai amalfitani del passato, che assumevano grandi quantità di limone “sfusato” per far fronte alle carenze di vitamina C durante i lunghi periodi in mare, noi facciamo scorta di granita di limone in uno dei caratteristici chioschetti che si incontrano agli angoli dei vicoletti di Amalfi e passeggiamo in direzione del Duomo, per scoprirne la sua maestosa bellezza famosa in tutto il mondo.

Arte, storia cultura e tradizione

Consacrato a Sant’Andrea, patrono della città, il Duomo di Amalfi è in realtà un complesso monumentale composto dalla Basilica del SS. Crocifisso, dall'attuale Cattedrale, il Campanile e il Chiostro del Paradiso, in cui si incrociano secoli e secoli di storia e di arte, dal portale bronzeo forgiato nel II secolo e proveniente da Costantinopoli all’attuale facciata ricostruita nel XIX dall’architetto napoletano Errico Alvino.

Ad Amalfi le origini medievali non si respirano solo nei mari e nei monumenti, la storia spira anche dalle zone più interne della città, dalla Valle dei Mulini dove avevano sede le cartiere in cui si produceva un particolare e prezioso tipo di carta fatta a mano, la “carta bambagina”, con una tecnica acquisita dagli arabi e diffusa dai mercanti amalfitani di ritorno dai loro viaggi per i porti del Mediterraneo.

Non una semplice carta, ma il risultato di una poltiglia di cenci di lino, cotone e canapa, trasformata in fogli con l’aiuto di particolari telai di fili di bronzo e ottone. Sfortunatamente l’alluvione del 1954 ha distrutto gran parte delle cartiere salvandone soltanto 3 e oggi una di queste è stata adibita a “Museo della Carta di Amalfi” in cui sono esposti gli antichi macchinari e custoditi testi sulle antiche tecniche di questa preziosa produzione artigianale.

Dopo questo bel viaggio nella storia e nell’arte, tra brezza marina e profumo di limoni, torniamo a Salerno ancora più orgogliosi della nostra splendida regione.

 

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