Il cece di Cicerale, fiore all’occhiello dei legumi salernitani

Sapori
Oggi con i diari salernitani ci spostiamo a Cicerale per conoscere meglio un altro dei prodotti tipici di eccellenza che offre la provincia di Salerno: il cece, appunto, di Cicerale

Cece di Cicerale

Arriviamo in questo piccolo paesino che conta poco più di mille abitanti e che si trova alle pendici del monte Cicerale e a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Cilento. Appena entrati nel paese, notiamo subito che il cece è uno dei simboli principali del posto perché è presente anche nello stemma del comune sia come disegno, sia attraverso un’iscrizione in latino “terra quae cicera alit”, che significa “terra che nutre i ceci”.

La coltivazione dei ceci infatti, ha qui una tradizione secolare e già dal medioevo il paese era famoso per i suoi legumi particolari. Ci addentriamo nel paese cercando una persona che possa raccontarci qualcosa sui ceci e sulla loro storia legata indissolubilmente a questo paese.

Il naturale processo di lavorazione dei ceci

Girovagando ci imbattiamo in Anna, un’anziana signora coltivatrice di ceci, gli chiediamo le peculiarità e le caratteristiche principali del cece di Cicerale. Lei ci risponde ben contenta e fiera del prodotto della sua terra. La prima cosa che ci precisa è che la caratteristica più importante del cece di Cicerale e che non ha bisogno di acqua per crescere, e che si adatta anche alle condizioni climatiche più difficili.

Ci racconta che tra poco inizierà il periodo della raccolta e prosegue spiegandoci come avviene tutta la procedura, che da secoli è rimasta immutata. Quando il seme si presenta maturo, le piante che sono seccate vengono strappate dalla terra, dopodiché si adagiano su dei sacchi di iuta dove vengono battute con grossi bastoni di legno.

Tradizioni secolari che si tramandano e che permettono di far sì che il cece arrivi sulle tavole senza nessuna aggiunta di prodotti chimici, e che possa portare con se il sapore dei tempi antichi. Dopo aver appurato il processo di lavorazione, la signora Anna ci offre un assaggio del delizioso prodotto.

Subito notiamo che si presentano di un gusto molto più intenso rispetto ai ceci normali. Rimaniamo estremamente soddisfatti e finiamo di gustarci con immenso piacere il piatto di ceci che ci ha offerto la signora Anna, mentre lei ci dice che l’accoppiata migliore per esaltarne il sapore è di mangiarli con le “lagane”, della pasta fresca simile alle tagliatelle. Ci promette di farcele gustare quando ripasseremo di lì. La ringraziamo di cuore per la cortesia e per la gentilezza e ci salutiamo con il proposito di rivederci per assaggiare le “lagane”, in fondo serve sempre un motivo per tornare.

 

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