Il gusto del mare all’ombra del vulcano: spaghetti n°5 con polpo, pistacchio e limone

Ricette
Un viaggio di gusto tra due regioni baciate dal sole per una ricetta nata all’ombra dei vulcani

Un viaggio di gusto tra due regioni baciate dal sole per una ricetta nata all’ombra dei vulcani

In vista di un lungo viaggio per mare tra la Campania e la Sicilia, abbiamo pensato ad una ricetta che potesse unire i sapori di queste due splendide regioni baciate dal sole. Due luoghi che condividono antiche tradizioni, sapori intensi, decisi e la golosità di tante preparazioni.

Le materie prime protagoniste di questo piatto provengono da due città che hanno un altro tratto in comune: si trovano entrambe all’ombra di imponenti vulcani. Napoli con il suo Vesuvio da cartolina e Catania con l’Etna, patrimonio UNESCO.

Portiamo con noi un piccolo cestino con pochi ingredienti: un mazzetto di erbe che ci serviranno per insaporire il piatto, la nostra pasta Antonio Amato e un limone Costa d’Amalfi dalla scorza spessa e lucida.


Pescatori, profumo di mare e panieri calati dai balconi: l’anima dei vicoli di Napoli

Per procurarci il nostro polpo abbiamo scelto di farci aiutare da un pescatore, direttamente nel luogo in cui questo mestiere dalle origini così antiche è profondamente radicato.

Diventare un buon pescatore, ancora oggi - nonostante l’evoluzione delle tecniche di pesca - non è facile. I requisiti principali sono tempo, pazienza e capacità di sopportare la fatica. Saper governare una barca, conoscere i venti e il mare, saper usare gli attrezzi del mestiere sono tutte abilità che non si imparano sui libri.

A Napoli i segreti dei pescatori sono custoditi nei volti e negli occhi segnati dal sole e dalla salsedine: solo un grande amore per il mare rende sopportabile la fatica di ore passate al sole e di notti di attesa.

Il sole saluta il nostro arrivo nei vicoli di Napoli, accompagnato dalle urla dei pescatori e dai panieri calati dalle finestre. Siamo fortunati, oggi la pesca è stata buona: scegliamo un polpo ancora vivo, di un colore vivace e brillante. Il pescatore lo pulisce con movimenti rapidi e sicuri e noi restiamo fermi a guardarlo.


Benvenuti a Bronte, la terra del pistacchio, orgoglioso e tenace

Ora siamo pronti a salpare per raggiungere la terra in cui nasce l’oro verde, il pistacchio di Bronte. Si tratta di una pianta che esprime i caratteri della terra in cui nasce: orgogliosa e tenace, cresce in terreni vulcanici e ostili, combatte la siccità con le sue radici, così forti da riuscire a rompere la roccia lavica.

Dal 2004 un gruppo di produttori e imprenditori ha creato il Consorzio di Tutela del Pistacchio di Bronte, che ha lo scopo di tutelare la tradizione e la qualità di questo prodotto prezioso (dal 2009 Denominazione di Origine Protetta).

Prima di metterci ai fornelli dobbiamo fare scorta di pistacchi e approfittiamo per chiedere ad un contadino del posto come riconoscere il “Pistacchio Verde di Bronte DOP”. Oltre alla denominazione con dicitura “Pistacchio Verde di Bronte DOP”, dobbiamo verificare altre tre caratteristiche: la forma del pistacchio sgusciato, che deve essere allungata e ovale; il colore, verde intenso con la buccia con sfumature sul viola; infine il gusto, che deve tendere al dolce.

Ora siamo pronti a metterci ai fornelli e a goderci una vera esplosione di profumi.


Ingredienti per 4 persone

320 gr di spaghetti n°5 Antonio Amato

600 gr di polpo

30 gr di pistacchi

1 limone
q. b. di vino bianco

q. b. di prezzemolo

q. b. di basilico

q. b. di menta

2 foglie di alloro

q. b. di sale

q. b. di olio extravergine di oliva Antonio Amato


Procedimento

Partiamo dalla preparazione più lunga, quella del polpo. Lessatelo in abbondante acqua salata aggiungendo le foglie di alloro e la scorza di limone. Per farne arricciare i tentacoli, seguiamo la cottura tradizionale. Il polpo si immerge tre volte in acqua tenendolo per la testa e poi si lascia bollire per circa 20/25 minuti. State attenti a rimuovere la schiuma che si forma in superficie e attendete che l’acqua si raffreddi prima di scolarlo.

Successivamente tritate le erbette (prezzemolo, menta e basilico) che doneranno freschezza al piatto insieme al limone. Tagliate il polpo in piccoli pezzi e mescolateli insieme alle erbette tritate.

Nel frattempo cuocete gli spaghetti n°5 Antonio Amato in abbondante acqua salata portata a bollore.

È arrivato il momento di saltare il polpo in padella. Fate rosolare uno spicchio d’aglio - che poi andrà eliminato - in padella con l’olio extravergine d’oliva Antonio Amato.

Saltate il polpo aggiungendo il succo di un limone, aggiustate di sale, sfumate con il vino bianco e lasciate cuocere per pochissimi minuti.

In una padella a parte vanno tostati i pistacchi che avrete tritato grossolanamente in precedenza.

Scolate la pasta al dente e fatela insaporire direttamente in padella con il condimento, aggiungendo un po’ d’acqua di cottura.

Pronti per l’impiattamento: servite gli spaghetti con una grattugiata di scorza di limone e cospargeteli di granella di pistacchio.

Un ultimo consiglio: accompagnate il piatto con un buon bicchiere di vino bianco fresco e buon appetito!

 

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