La Scazzetta di Pantaleone: un dolce di fragole e crema ispirato al cappello dei cardinali

Sapori
A maggio la tavola si tinge di rosso, le fragole invadono le nostre case e ci regalano bontà per cui ne è valsa la pena aspettare un anno intero. Oggi, con il nostro Diario Salernitano vi portiamo alla scoperta di un dolce con le fragole divenuto vera e propria icona di Salerno: la “Scazzetta” di Pantaleone

La Scazzetta della Dolceria Pantaleone

A piazza Portanova salutiamo l’ultimo scorcio di mare e ci addentriamo in Via dei Mercanti, tra antiche botteghe e vicoletti variopinti, alla scoperta del famoso laboratorio dolciario in cui, quasi un secolo fa, è nata questa delizia dal nome e dal colore bizzarro.

Antica Dolceria Pantaleone, dolci tradizioni dal 1868

Al numero 75, al di là del portone dell’antica Cappella delle Anime del Purgatorio, la Pasticceria Pantaleone sforna dolci e dolcetti dal 1868, fino a diventare a tutti gli effetti un’istituzione cittadina e non solo, conquistando anche i palati di personaggi illustri come l’ex presidente degli USA, Bill Clinton, Michail Gorbaciov e papa Woytila.

Arredata in stile liberty, nella pasticceria che ha fatto la storia di Salerno, il tempo sembra essersi fermato e il rosso sgargiante delle Scazzette in vetrina rende questa cornice ancora più suggestiva.

Il nome e il colore della glassa sono un richiamo al caratteristico copricapo portato dai cardinali: lo zucchetto rosso, appunto.

Nata nel 1920 dall’estro del maestro pasticcere Mario Pantaleone, inizialmente in formato monoporzione, la scazzetta del cardinale ha conquistato nel tempo il titolo di torta a tutti gli effetti, e oggi ne ordiniamo subito una fetta.

Non è solo bella da vedere, ma anche una vera e propria bontà. La glassa rossa alla fragola ricopre due dischi di soffice pan di spagna farciti con una gustosissima crema Chantilly arricchita da fragoline di bosco: un binomio che non delude mai.

Con l’acquolina ancora in bocca e la tentazione di prenderne ancora una fetta e poi un’altra, e un’altra ancora, ci incamminiamo verso casa, pensando alla prossima delizia da raccontarvi.

 

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