Penne rigate con pomodori secchi, capperi, peperoni e pangrattato: una ricetta al profumo di Sud

Ricette
Sapori decisi e ingredienti semplici per un primo piatto ricco di tradizioni. Dai pomodori secchi essiccati al sole della Calabria, ai capperi di Salina, raccolti a mano.

Sapori decisi e ingredienti semplici per un primo piatto ricco di tradizioni. Dai pomodori secchi essiccati al sole della Calabria, ai capperi di Salina, raccolti a mano.

Di ritorno a casa dopo una lunga giornata di mare e di relax, nessuno ha voglia di impegnarsi ai fornelli. Però la brezza fresca della sera, la tavola apparecchiata in balcone e un buon bicchiere di vino, chiedono a gran voce un piatto appagante per occhi e palato.

La nostra soluzione è una ricetta espressa, facile da preparare e con ingredienti molto semplici: tiriamo fuori dalla credenza i pomodori secchi calabresi, i capperi di Salina, il pangrattato, un peperone e un ciuffetto di prezzemolo. Ecco qui i nostri protagonisti, è tutto pronto.


I pomodori baciati dal sole della Calabria

La Calabria è prima produttrice di pomodori secchi - seguita da Puglia e Sicilia. Questa regione ha il vantaggio di avere un clima temperato costante che permette ai pomodori di essiccarsi senza subire sbalzi di calore eccessivi, evitando così di bruciarsi.

Sole, vento e sale sono gli unici ingredienti che creano questo eccellente prodotto: l’essiccazione dei pomodori è un procedimento rituale e artigianale; molti passaggi ancora oggi vengono fatti “a occhio”, senza calcolare dosi e temperature, ma affidandosi solo all’esperienza. Ogni giorno vanno esaminate umidità, qualità dei pomodori, quantità di sale da utilizzare. Un lavoro impossibile da gestire senza passione e costanza. Il risultato è un prodotto dal gusto deciso e dal colore rosso intenso perfetto per essere assaporato sia cotto che crudo.


Le gemme di Salina: una lunga tradizione di amore e passione

Il cappero è un arbusto con splendidi fiori, protagonista del paesaggio di Salina, in Sicilia. Non si può ammirare il panorama dell’isola senza rendersene conto: in questi luoghi infatti si concentra la produzione italiana di capperi. La raccolta avviene da maggio ad agosto, in due momenti della giornata, separati solo dalle ore più calde.

Non esistono macchinari per facilitare questo lavoro, che viene ancora oggi svolto a mano con amore e dedizione. Il raccolto inizia alle cinque del mattino per continuare con la stesura dei frutti appena raccolti su teloni di juta, al fresco per evitare che sboccino prima di passare alla selezione. In poche ore si separano i boccioli più grossi dai piccoli e poi si procede alla salatura.

In questa fase il cappero deve essere “curato”, ovvero subire un processo di travaso da un catino all’altro per evitare che il calore e il sale stesso lo rovinino.


Ingredienti per 4 persone

350 gr di penne rigate Antonio Amato

8 pomodori secchi

16 capperi sotto sale

1 spicchio d’aglio

1 ciuffo di prezzemolo

mezzo peperone rosso

q. b. di olio extravergine d’oliva Antonio Amato

3 cucchiai di pangrattato

q. b. di sale


Procedimento

Il condimento di questo gustoso piatto può essere preparato durante il tempo di cottura della pasta. Quindi iniziate dalla cottura delle penne rigate Antonio Amato in abbondante acqua salata.

In una padella fate imbiondire uno spicchio d’aglio con l’olio extravergine d’oliva, aggiungete successivamente il pangrattato con un trito di prezzemolo, in modo che possano creare una cremina che legherà tutti i sapori. In seguito aggiungete i capperi dissalati, i pomodori secchi tagliati a striscioline e il mezzo peperone in piccoli pezzi.

Quando la pasta sarà cotta, scolatela e tuffatela nella padella, alzate la fiamma, aggiungete mezzo mestolo di acqua di cottura e fate saltare per amalgamarla bene con il condimento. In pochi semplici passaggi il vostro piatto è già pronto per essere mangiato!

 

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