Valva, un affascinante viaggio tra storia e mistero

Luoghi
Natura, storia e cultura s’incontrano nel piccolo borgo dell’Alta Valle del Sele e ci regalano uno scenario quasi surreale, di inconsueta bellezza.

Immaginate di essere in un luogo incantato, fatto di capolavori scultorei, fontane, piccole architetture e paesaggi di grande suggestione. Passeggiando nel centro storico, vi perderete tra vicoli in stile medievale e incantevoli panorami sospesi in un’atmosfera suggestiva.

Benvenuti a Valva

Adagiato su un piccolo promontorio tra le colline della provincia di Salerno, nell’Alta Valle del Sele, ci lasciamo conquistare da Valva, un incantevole borgo di antiche origini. Tra le stradine e gli edifici scopriamo il fascino misterioso di un luogo nascosto agli sguardi, un tesoro di antica memoria che custodisce bellezze naturalistiche, storiche e culturali.

“Molte generazioni di bambini Valvesi hanno giocato nel monumento, che con la piazza antistante è il luogo più grande del paese. Il Milite dalla sommità del piedistallo ricorda il tributo pagato dai nostri avi agli eventi bellici; sembra quasi che sorvegli con affetto il succedersi delle generazioni di questa piccola e tranquilla comunità dell’alta valle del Sele nel Salernitano” (Tratto da La saggia pazienza di zio Pietro di Vito Torsiello)

Il fascino della città vecchia

Le origini di Valva, o Balba, come viene nominata nei manoscritti di epoca normanna sono molto antiche: già nel periodo dell’Impero Romano il piccolo centro abitato alle pendici del Monte Marzano e del Monte Eremita era una cittadina fiorente. Con la caduta dell'Impero Romano e le disastrose invasioni, la popolazione si trasferì più a monte, costruendo una roccaforte inaccessibile. In questa zona, si trovano i resti di Valva Vecchia, un cumulo di rovine su un costone della montagna al quale risulta molto difficile accedere.

Gli storici giardini di Villa d’Ayala

Chi giunge a Valva non può non notare l’ingresso di Villa d’Ayala: un enorme cancello da cui s’intravede una torre in stile medievale immersa nel verde, tra piante secolari e romantiche sculture.

Il grande parco, con i suoi diciassette ettari di giardino, sembra immerso in un’atmosfera magica, come un’oasi sottratta allo scorrere del tempo. Costruita alla fine del ‘700 dai marchesi d’Ayala, la villa fu ulteriormente ampliata intorno al 1867: oggi l’immenso parco è circondato da antiche mura e impreziosito da sculture di alto valore artistico, come la statua di Diana e il Cervo o il Gruppo delle Muse.

Le fontane, con i loro giochi d’acqua accompagnano la nostra visita e ci introducono in un bosco fitto di alberi secolari e piante esotiche. Al centro del parco si erge un anfiteatro neoclassico, circondato da siepi da cui spuntano spettatori di marmo.

La nostra visita continua nell’area del vecchio Palazzo Baronale in cui sorge il castello che rivela, nel suo impianto, l’origine normanna della casata. Torniamo ai giardini, diamo un ultimo sguardo al palazzo e ci lasciamo incantare dal suono dolce dell’acqua che sgorga dalle fontane. Salutiamo il piccolo borgo con la sensazione di aver scoperto un tesoro e la certezza che torneremo a fargli visita molto presto.

 

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