Il “Fico bianco del Cilento”: delicato, dolce e DOP

Sapori
Siete amanti della frutta secca o della frutta fresca? Vi piace mettere in tavola i frutti appena colti dall’albero o preferite le varianti secche e aromatizzate? Vi piace il cioccolato fondente o preferite il retrogusto liquoroso al rhum? Oggi con il nostro Diario Salernitano vi facciamo scoprire un prodotto del Cilento che mette d’accordo tutti: il “Fico bianco del Cilento”, un’altra meraviglia culinaria insignita del marchio DOP nel 2006

I fichi bianchi del Cilento

Tutti conosciamo il fico per la sua caratteristica forma a goccia dalla buccia violacea o verde chiaro a seconda della regione di provenienza, per la sua polpa zuccherina e compatta che varia dalle sfumature ambrate del rosa tenue al rosso intenso, ma qui il “bianco del Cilento” sta ad indicare il particolare e inconfondibile colore che assume il fico una volta essiccato.

L’antica tradizione della raccolta e dell’essiccazione

Le coltivazioni di fichi, così come le distese di ulivi, disegnano il paesaggio rurale del Cilento ormai da secoli, e secolare è la tradizione della raccolta e del processo di essicazione, tramandata di generazione in generazione fino ai giorni nostri.

Noi non abbiamo saputo resistere alla passione per i prodotti della nostra terra, per i sapori antichi e i gesti semplici, così abbiamo deciso di munirci di cesta di vimini, forza nelle braccia e di raccontarvi della cura e del rispetto che si nascondono dietro la raccolta e l’essiccazione di questi deliziosi e delicatissimi frutti.

Uno dei segreti del mestiere è foderare la cesta di foglie di fico, in modo da proteggere il frutto dallo sfregamento con la cesta e di preservarne il profumo e il sapore. La raccolta viene fatta rigorosamente a mano e con tanta delicatezza, perché per una perfetta essiccazione è importante che la buccia resti intatta, dopodiché i fichi vengono disposti su un caratteristico vassoio rettangolare fatto di canne intrecciate e lasciati dorare al sole per una settimana.

Un processo, quindi, in cui la natura regna ancora sovrana e l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo necessario, quando, ultimata l’essiccazione, i fichi vengono sterilizzati e “impaccati”, cioè “pressati” in dialetto cilentano.

Farciti, al cioccolato, al rhum o al naturale: i fichi bianchi accontentano tutti

A questo punto sono pronti per essere farciti con mandorle, nocciole o scorzette d’arancia, per essere ricoperti di cioccolato, oppure conservati nel rhum e così via, lasciando spazio alla fantasia e accontentando i gusti di tutti.

Adesso che l’estate è sempre più vicina, noi non vediamo l’ora di fare scorta di fichi e gustarli freschi, appena colti dall’albero, ottimi accompagnati con prosciutto crudo, oppure da utilizzare per guarnire una feschissima cheesecake o una crostata alla crema.

Dunque, con i fichi ci si può sbizzarrire sempre, che siano secchi o freschi, voi come li preferite?

 

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